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L'Albero di Antonia |
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Varese - Via F. Del Cairo, 34 - tel. 0332 234055 - e-mail: alberoantonia@yahoo.it |
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Legge 194 - per Arci report - febbraio 2008 L’Albero di Antonia - circolo arci sente la necessità di esprimere la propria posizione di preoccupato dissenso in merito ai reiterati attacchi rivolti alla L.194, in modo particolare negli ultimi mesi e spesso in modo indiretto e dunque più pericoloso. La nostra associazione è formata da donne, tra loro anche molto diverse per età, provenienza, esperienze, che da alcuni anni sono attive e presenti nella città di Varese e in provincia. Alcune di noi hanno vissuto quella grande stagione di lotte che, alla fine degli anni ’70, ha condotto il nostro Paese a fare un grande passo in avanti nel percorso sociale e civile: queste donne, insieme a tante altre, incominciarono allora, insieme a partiti e istituzioni, una battaglia, che in pochi anni portò all’emanazione della L.194. Proprio le donne hanno contribuito a mettere in risalto l’importanza della propria sfera sessuale ed affettiva. Il diritto alla sessualità e all’affettività, fino ad allora rimasto in ombra laddove non negato, veniva finalmente affermato con forza in uno con |
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il principio dell’autodeterminazione della donna che si assumeva di fatto, rivendicandoli in toto, la responsabilità e il peso della riproduzione. Altre di noi, le più giovani, sono nate e cresciute quando divorzio e aborto erano già leggi e facevano ormai parte integrante del tessuto sociale, quasi scontati riconoscimenti del diritto di ciascuno di decidere della propria vita; a fatica credono che un giorno tutto ciò non fosse realtà e che oggi lo si possa mettere in discussione. Ci siamo ritrovate così, come sempre, a discutere insieme, a raccontarci le nostre esperienze e idee, i timori, le rabbie, i desideri, a cercare ragionando di capire meglio, di arricchirci con nuove letture, dibattiti, a commentare gli scritti delle donne di altre associazioni (UDI, Usciamo dal silenzio, vari movimenti in difesa della 194). A questo punto riteniamo che anche all’interno dell’arci sia opportuno ed importante aprire una discussione su questo tema, che ci si possa confrontare e che chi lo voglia possa offrire preziosi contributi e spunti di riflessione. Premettiamo che consideriamo l’aborto non un valore, ma una sconfitta ed un evento negativo, mentre riteniamo che una legge che consenta alle donne di interrompere una gravidanza, salvaguardando la propria salute, sia un diritto inalienabile. Prevenzione dell’aborto dunque, non dissuasione aprioristica e ideologica dall’aborto. Arrogarsi il diritto di imporre una gravidanza non desiderata in termini di divieti, finti aiuti e controlli confessionali significa considerare le donne una categoria sociale a potestà limitata. Permettere a movimenti nemici della L.194 di anteporsi agli operatori sanitari intercettando le pazienti è un autentico ed intollerabile insulto sia all’applicabilità di una legge che esiste e che è stata voluta dal 70% degli italiani, sia alla laicità delle strutture sanitarie che non devono subire le pressioni indebite delle gerarchie ecclesiastiche. Difendendo la L.194 si consente a donne e uomini di decidere di sé, delle proprie vite e di quelli di coloro che dovranno venire. Se l’aborto resta una scelta mai desiderata, ma a volte necessaria, la libertà di progettare la propria vita e di diventare madri e padri è condizionata oggi dall’incertezza e dalla precarizzazione del lavoro che sono i veri nemici attuali della fertilità nel nostro paese. Implementare i Consultori familiari vuol dire difendere quelle strutture che, con l’informazione e la diffusione della prevenzione contraccettiva, hanno permesso una drastica riduzione del numero di aborti e la scomparsa della piaga dei pericolosi aborti clandestini. E’ necessario perciò che ai Consultori vadano assicurate le condizioni materiali ed organizzative perché donne e uomini, italiane/i, immigrate/i di qualsiasi orientamento sessuale e identità di genere possano trovare un luogo di informazione ed aiuto sulle tematiche della sessualità e della riproduzione. E’ nostra intenzione non solo difendere la 194 e i Consultori, ma chiedere che si introduca in tutta Italia e da subito la RU486 per l’interruzione di gravidanza farmacologia. Esprimiamo inoltre il nostro netto rifiuto all’introduzione di regolamenti regionali: ciò infatti significherebbe intervenire sulla L.194 e modificarla, o peggio snaturarla, creando pericolose differenze e disparità ed innescando fenomeni di “pendolarismo” come già avviene per la procreazione medicalmente assistita. Riteniamo oggi più che mai necessaria, fondamentale – anche come prevenzione dell’aborto – una diffusa, capillare, seria educazione alla sessualità, a partire dalle scuole e dai Consultori. Facciamo nostra questa frase che ben riassume i termini del problema: “Abortire è una scelta dolorosa, sempre; bellissimo sarà quel giorno in cui nessuna donna dovrà più abortire. In attesa che questa fiaba si realizzi la 194 va difesa e tutelata”. |